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c'è sempre il lato positivo...... basta trovarlo |
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Benvenuti! Welcome! Lasciate uno scritto voi che passate, anche di sfuggita, anche solo la vostra firma, cosicchè possa ringraziarvi di avermi fatto visita, e magari scambiare idee e suggerimenti su come migliorare il blog!! Vi aspetto...!!!
November 15 chi sbaglia?Essere omosessuale è uno scandalo.
Essere una ragazza madre è uno scandalo.
Essere una madre separata o divorziata è uno scandalo.
Essere una donna sigleè uno scandalo.
Essere una donna sola in carriera è uno scandalo.
Appartenere ad una di queste categorie è sconveniente. A volte una vergogna da dover nascondere. Negare.
Essere un politico corrotto è considerata una cosa furba.
Essere cattolico è considerato un vantaggio. Economico. Politico. Morale.
Essere un donnaiolo è considerato da leader.
Essere un ladro è considerata una fortuna.
Essere un mafioso è considerata una sicurezza.
Chi appartiene ad una di queste categorie entra sempre dalla porta principale.
Ma allora mi chiedo......chi sbaglia?
November 02 ...E cerco nella scrittura ciò che con i gesti non riesco a dimostrare.
Il mio infinito amore e la mia immensa gratitudine per voi. October 17 Un felice buongiorno[...] Si svegliò e silenziosamente si alzò dal letto. Non voleva svegliarla. Mise la felpa e si avviò in cucina. Preparò la caffettiera e attese che il caffè bollisse.
Nonostante fosse molto presto, e sapeva che l avrebbe atteso una giornata molto lunga a lavoro, era felice. Ormai da mesi non pensava ad altro che alla sua fortuna. Si sentiva l uomo più fortunato del pianeta. Eppure non aveva vinto nessuna lotteria. Aveva un lavoro modesto che non gli permetteva di concedersi troppi vizi. Nella sua famiglia vi erano i soliti alti e bassi. Insomma, non vi era in apparenza alcun motivo perchè fosse così felice. Eppure lo era.
Mentre vagava ancora nei suoi pensieri, il caffè cominciò a bollire nella caffettiera. Cautamente lo versò in una tazza di media grandezza. La mise su un vassoio, dove poggiò anche due cornetti comprati la sera prima.
Prese il vassoio...sempre silenziosamente tornò nella camera da letto. Lo adagiò sul comodino.
Eccola. La sua vera felicità stava ancora dormendo. Rimase a guardarla per qualche istante. Il tempo sembrò fermarsi. Era letteralmente incantato. Forse per tutta la sua vita non aveva sognato altro che lei. E ora, eccola li, che dormiva beatamente.
Rinsavì di colpo dal suo sogno ricordando il lavoro, l orario, il traffico, e tornò alla realtà.
La svegliò con un bacio. Si sedette accanto a lei. Le carezzò il viso, poi i capelli.
Lei aprì gli occhi. Sorrise. Ricambiò le sue carezze.
Da mesi ormai questo era il loro risveglio. Da mesi ormai questa era la loro vita. Da mesi erano felici. [...]
September 20 Si iniziaIl tuo posto. Che è solo tuo. Di nessun altro.
Il discorso del mister.
Pantaloncini. Maglietta. Quella maglia che sarà tua per l intero anno. Quella maglia che ti sei guadagnato col sudore. Con la fatica. E che stai cercando di conservare con altro sudore. Con tanti sacrifici.
Calzettoni. Ora gli scarpini. Quegli scarpini che non possono essere che tuoi. Fatti per i tuoi piedi. Nè grandi nè piccoli. Perfetti. Quanta cura nello sceglierli. Quanto tempo. Fino a che, in realtà non sono stati loro a scegliere te. I lacci troppo lunghi da far passare sotto i tacchetti.
Infine. Parastinchi. Perchè quel campo verde oggi può diventare un'arena. E' una protezione minima ma...è rito anche questo.
Esci dallo spogliatoio. Il silenzio dentro di te. La tensione che ti stringe lo stomaco. La concentrazione rivolta alla partita.
Riscaldamento.
Poi, l'urlo incitatorio con le tue compagne. Un urlo che carica di adrenalina e scarica la tensione.
Il rituale della preparazioneè terminato.Scandito da ogni piccolo gesto, che si ripete uguale ogni volta, ma che ogni volta è diverso.
Entri in campo. L'ultimo respiro. Il fischio.
Ci siamo.
August 24 Grammatica ItalianaLa perfezione della grammatica italiana:
Nasciamo e cresciamo per un certo periodo pensando solo all'IO. L'IO bambino non concepisce altro che IO ho fame, IO ho sonno...
Poi cominciamo a crescere, e rimaniamo affascinati da qualcun altro/a. Il giovane IO si trasforma in LUI/LEI è speciale, LUI/LEI mi ha sorriso...
E quando nell'altra/o troviamo l'incontro, il passaggio al TU è quasi elementare: TU sei il mio sole, TU sei la mia vita...
Fino a quando l'IO e il TU da soli cominciano a non bastare, a sentirsi soli.
Ecco che il quel momento si fondano nel NOI: NOI pensiamo, NOI andiamo...
Ci sono persone che poi si incontrano e sono controverse...alcune amano, altre no..ed ecco che il VOI assume diverse forme: VOI non volete capire, VOI non capite;
oppur, VOI siete eccezionali, vorremmo andare con VOI...
E quando ormai l'IO e il TU sono fusi nel NOI, allora si comincia anche a parlare di LORO.
Un LORO amplio: figlio, genitori...
Un LORO a cu il NOI vuole restituire o donare tutto il viaggi attraverso questa ricca e meravigliosa grammatica.
In un attimoSvoltò a destra e fece la curva ad U molto lentamente, assicurandosi che non vi fossero macchine in arrivo. Si introdusse nel viale. Ecco che già sentiva di essere entrato in un universo parallelo. Parcheggiò. Percorse lentamente la stradina che conduceva al monastero. Un silenzio irreale interrotto solo dal rumore dei suoi passi sulla ghiaia bianca, e dal rumore dell acqua che scendeva come una piccola cascata dalla fontana scavata nella roccia. Si avvicinò alla porta. La aprì ed entrò. Un silenzio sconfinato. Un silenzio in grado di far fuggire chiunque. Un silenzio scosso solo dal cinguettare dgli uccelli. Un silenzio che lo portò lontano da subito. Immediatamente fu catturato da un profondo senso di pace.
Sebbene non avesse mai creduto troppo in Dio, in quel luogo così grande, e così spoglio, si sentì immensamente piccolo. Si avvicinò lentamente ad uno dei banchi. Si sedette. Lo scricchiolìo del legno risuonò come un rumore impetuoso in quel silenzio eterno. Sentì la necessità di parlare con qualcuno. Congiunse le mani. Chiuse gli occhi e si portò le mani giunte alla bocca. Fu in quel momento che la sua mente comincò a parlare, e sentiva che a dettare le parole era il cuore.
"Grazie per avermi reso ciò che sono. Sono l'essere più imperfetto, più piccolo, più inutile. Per questo sensibile. Hai fatto in modo che fossi libero di commettere errori enormi. Ho vissuto e vivo con il costante senso di colpa per il male che ho commesso. E ti ringrazio per questo. Mi metti nella condizione di non giudicare.
Mi rendi sensibile al dolore. Alla sofferenza. Mi aiuti a comprendere chi si confida con me. Il dolore fisico che in passato ho provato mi ha reso forte. Sopporto con pazienza. La mia sensibilità è merito Tuo. Ogni 'grazie' che mi viene dedicato, è un 'grazie' che dedico a Te. A Te che non so nemmeno se ci sei. A Te che spesso ho rinnegato. Odiato. Eppure sento che tutto questo non può essere merito mio. Tutta questa pace non mi è mai appartenuta. Non mi è mai stata familiare. Ora so che ci sei.
E c'eri anche quando ho incontrato lei. Ci sei perchè è troppo perfetta per pensare che Tu non sia intervenuto. Hai mandato i nostri angeli a conoscersi. E ora anche loro non possono più separarsi".
Guardò l orologio. Si era trattenuto troppo.
"Devo andare. Ritornerò. Grazie".
Si fece il segno della croce. Erano anni che quel gesto gli era sconosciuto. Uscì in fretta da lì. La luce del sole lo abbagliò. I suoi occhi si erano abituati alla penombra. Indossò gli occhiali da sole e si avviò a passo spedito verso la macchina. Nel frattempo erano giunte altre persone. Le guardò, pensando a quanti avebbero davvero goduto di quel posto.
Mise in moto l auto. Riattraversò lentamente il viale d'ingresso. Dopo pochi secondi sarebbe tornato alla realtà. Stava abbandonando quell'isola.
Ma forse sapeva che la realtà, nella sua durezza, nel suo cinismo, nella sua razionalità, non lo avrebbe scalfito. Non più come prima. Ne era quasi certo.
Ed era pronto per raggiungere un'altra isola. Un altro paradiso. Era pronto per raggiungere lei al loro appuntamento.
August 06 Un addio"[...]
La guardò intensamente. I suoi occhi la fissavano così profondamente che ella si sentì penetrata nell'anima da quello sguardo.
Rimasero a fissarsi per qualche istante. Poi Jim socchiuse le labbra e cominciò a parlare lentamente. Il tono era calmo, ma perentorio.
'Era da un po' che aspettavo questo momento'. Poi però si interruppe subito. Il volto di lei si era illuminato all'ascolto di quelle brevi parole, gli occhi si erano accesi.
Jim capì. Riprese velocemente: 'Non è come pensi. Non sono qui per ritrovarti'.
Ed ecco che allora il volto di Julia si fece serio e preoccupato.
'Sono qui perchè era da molto che volevo parlarti. Sono arrivato a delle conclusioni che volevo condividere perchè ti fossero chiare.
Nella mia vita non c'è spazio per te. Non c'è spazio per gli egoisti. Non c'è spazio per i gelosi. Non c'è spazio per chi ruba il mio tempo contro la mia volontà. Nella mia vita non c'è spazio per te. Ho dato ascolto ai tuoi voleri. Ai tuoi capricci. Ho dato ascolto alle tue parole. Per far questo ho rischiato di perdere beni troppo preziosi. Per far questo ho rischiato di perdere me stesso.
Mi sono ritrovato. Ho ritrovato il mio tempo. Ho ritrovato i miei tesori.
Questa è la vita che voglio. Non c'è spazio per te'.
Si interruppe. Continuava a fissarla con severità. Osservava le lacrime che scendevano dai suoi occhi giù per le guance. Sentiva i suoi singhiozzi. Non gli facevano più l'effetto che nel passato gli provocava una stretta allo stomaco. Capì che era libero.
Julia allora deglutì cercando di parlare senza farsi soffocare dal pianto. Al secondo tentativo riuscì a chiedere: 'Mi perdonerai?' poi proruppe in un pianto profondo.
Lui a guardò Ancora severo. Nessuno dei due faceva caso alle persone che fuori e dentro al bar si alternavano in un caos di voci e di passi. Entrambi sapevano di riuscire ad ascoltare solo il rumore della pioggia fuori da lì..
'Non credo'.
Si alzò dalla sedia lasciando i soldi del caffè sul tavolo.
Le girò le spalle e se ne andò.
[...]"
June 18 E il Papa?Bene...credo di avergli dato tempo sufficiente prima di scrivere questo post..
Quanto è passato dall'ultimo scandalo in villa certosa? (si, so che è difficile datarlo dato che ormai ogni giorno non si parla d altro..)
Bene...mi aspettavo qualcosa. Evidentemente invano.
Il Papa ha da ridire su TUTTO! E finchè l ambito è etico-religioso, ben venga, come dire, ha l infallibilità in materia di fede, e ci puoi credere o no, ma in quell ambito può dire davvero tutto.
Però, quando comincia con: coppie di fatto, divorziati, omosessuali, gay pride, politica e chi più ne ha più ne metta, allora PRETENDO che si esprima anche e sopratutto sullo schifo che il presidente del Consiglio (un applauso a tutti i votanti) fa nella sua vita pubblica e privata. Cosa? Non sono affari nostri quello che il premier fa in casa sua? E allora perchè dobbiamo andare a controllare sotto le lenzuola di omosessuali o divorziati?!
Papa...che hai deciso? Ti esprimi o no? E per una volta in modo serio e deciso..?! Guarda che l amichetto tuo Silvio crede, come dice, negli stessi valori in cui credi tu..devo pensare che in vaticano fate i festini come a villa Certosa?!
Qui di seguito riporto un dialogo avuto tra me e un missionario comboniano (preti dediti alle missioni nei paesi più poveri, sull insegnamento di Daniele Comboni), tanto per dimostrare che grazie a Dio forse anche nel clero c'è un po' di speranza.
padre (un po' intimorito): 'e senti...e tu che orientamento hai?'
chicca: 'io sono orientata a sinistra padre'
padre (sollevato): 'Oh bene bene! ecco ci vuole...hai visto tutto quello che sta succedendo? Ma perchè il Papa non parla?'
chicca: 'io credo che in questo modo la chiesa perda molto di credibilità'
padre: 'Ecco, si! sta perdendo di credibilità.....ah..(afflitto) June 03 SheilaE dopo un anno rinnovo il ricordo. Un ricordo mai spento nei giorni. Un ricordo così vivo da sembrare reale, da fare male. E ancora riconosco il tuo abbaiare, ancora sento il rumore delle tue zampe sul pavimento, ancora aprendo la porta mi aspetto di vederti venirmi incontro, dimentica delle ore trascorse da sola.
Una foto rinnova le lacrime. Il tuo collare a tintinnare ora a vuoto. Parole scorrono lente sulla carta, interrompendosi ogni volta che la mente ricorda.
E gli occhi si fanno umidi, come il tuo naso, sempre pronto a captare malumore. La tua lingua ruvida per farmi dimenticare ogni pensiero.
Poi, tutta la felicità si spegne. Il sorriso si trasforma in pianto. Ricordo di quel luogo in cui ti ho perso per sempre. Di quel tavolo dove ti ho detto addio.
Una lacrima scende lenta.
La tua sofferenza mi ha resa più matura.
La tua esistenza mi ha resa migliore.
May 13 Dialogo tra vivi"La guardava senza parlare. Quella figura le sembrava straordinariamente affascinante, ma allo stesso tempo aveva come la percezione di un pericolo imminente. La figura non parlava, vestita di nero, anch' essa si limitava a guardarla con occhi seri, ma con viso disteso. All' improvviso però, Marta sentì il bisogno di interrogarla. Percepiva il pericolo, ma la tentazone fu più forte. "Chi sei?" chiese interrompendo quel silenzio fatto di sguardi.
Ed ecco che la figura cambiò stato. Da disteso e sereno il suo volto divenne serio e contratto, e i suoi occhi assunsero un espressione severa. "Non vorresti saperlo. Se te lo dicessi ti pentiresti, fidati di me". Ma marta non prestò attenzione alle sue parole, e riprese: "Chi sei?".
Ecco allora che la figura divenne seria, rigida, i suoi occhi divennero più scuri, e dalle sue labbra cominciò a trasparire la sua identità: "Ho tanti nomi in verità. C'è chi mi chiama Assassina, chi Sorella, chi Disgrazia, chi Libertà, chi Principio, chi Fine. C'è chi mi odia, e chi invece mi venera. Ogni persona mi percepisce in modo diverso, e io ho potere su uomini e animali, e su tutto ciò che sia vivente. Ma in un modo o nell' altro, tutti mi temono. Io sono la Morte". Fece un pausa, e Marta potè scorgere che le sue pupille avevano assunto la forma di due teschi. La Morte riprese: "Hai paura? E' normale. Quando mi presento ai viventi non porto quasi mai loro belle notizie. E questo vale anche per te". Marta la fissò, fece un lungo respiro e con un viso sereno rispose "Io non ti temo. Non mi spaventi sebbene conoscai tuoi poteri. Ti ho incontrato più volte nella mia vita. Ti ho odiato. Ti ho cercato. A volte sei stata un sollievo per qualcuno che ho amato. Ti ho conosciuto sotto molteplici forme. Non ti temo. Dimmi solo che sei qui per me, perchè questa volta non ti lascerò colpire col tuo bacio altre persone che amo". Con sopresa, la Morte rispose: "La mia forma fisica è visibile solo alle persone dalle quali sono inviata". "Bene, riprese Marta, ecco che allora non sarai per me una preoccupazione. Lascio questo mondo col pensiero di chi ho amato e di chi amo. Sono qui, Morte". La Morte la guardò con stupore: "Tu non piangi, non ti disperi, non cerchi di fuggire. Sono pochi gli esseri viventi che reagiscono come te, eppure, per quanto io sia potente, non riesco a comprendervi". Marta sorrise: "C'è chi piangerà e si dispererà per me. Cosi come io ho fatto per coloro che tu hai visitato prima di me. Quando sono venuta al mondo ho compreso presto che tutto ciò che inizia ha prima o poi una fine. Ne sono sempre stata consapevole. E su questa consapevolezza ho basato la mia vita. Non mi spaventi perchè in fondo ti ho sempre aspettato". "Sei coraggiosa, Marta, e se dipendesse da me passerei oltre, perchè tu possa trasmettere questa consapevolezza alle nuove generazioni, ma non potendo, posso solo sperare che in molti comprendano la mia vera natura". Marta la riprese "La tua natura non può essere compresa dagli esseri umani", "E' vero, sorrise la Morte, ma possono smettere di avere paura di me".
April 15 Trema.."La terra ha tremato la scorsa notte. Erano circa le 3.30 quando sono stata svegliata di soprassalto nel mio letto, mentre questo si muoveva. Non capivo. Ero annebbiata dal sonno e in preda ad una confusione spaventata. Mi sono alzata per correre nella stanza dei miei, dove con loro e mio fratello, osservando il lampadario oscillare, non abbiamo avuto più dubbi: terremoto. Non è usuale qui. La tv ancora non trasmetteva nulla, e cosi, dopo pochi minuti siamo tornati a dormire. Forse col cuore un po' tremante, ma consapevoli e rassicurati dal fatto che tutto fosse finito."
"Un rumore forte. Un tremore spaventoso. Grida. Ho fatto appena in tempo ad aprire gli occhi che mio padre mi aveva già trascinato fuori di casa. Avevo sonno. Leggevo il terrore negli occhi di mio padre. Ascoltavo sconvolto le urla strazianti di mia madre. In meno di 30 secondi ho scoperto cosa sia la paura. Eccoci ora, fuori da quella che prima era la nostra casa. E che ora è solo un cumulo di macerie. Non sono là sotto. Penso solo a questo. Vedo mia madre. Mio padre. Ma dove sono i mie nonni? Non li vedo. Attorno a me la gente piange, urla. Vedo il mio vicino che con le mani sanguinanti sposta i mattoni sgretolati della sua precedente casa in cerca di qualcuno. Ho il pigiama con cui dormivo. Mia madre e mio padre anche. Ho paura. Sono terrorizzato. Non so ancora bene cosa stia succedendo. Ma quando chiedo a mio padre spiegazioni, mi basta uno sguardo per capire che i miei nonni sono lì sotto, e che noi tre non abbiamo altro che i nostri pigiami per coprirci, e le nostre mani per scavare. Ho paura. Anche le lacrime fanno fatica a scendere. Ho paura. E' notte. E la gente attorno a me urla e piange. Ho paura."
"Li avevo avvertiti in tutti i modi. Dovevano ascoltare coloro che mi studiano da anni con la solita dedizione. Io posso essere messa a disposizione dell'uomo. Posso offrire sole, vento, acqua, e tutti i miei prodotti. Ma per quanto do, chiedo solo una cosa in cambio: rispetto. Non l' ottego quasi mai. E dopo, invece di dire 'è colpa nostra', coloro che avrebbero dovuto ascoltarmi non hanno che poche inutili e bugiarde parole da esprimere: 'è una tragedia, non potevamo prevederla'. Vero. Nessuno può prevedere le mie mosse. Ma chi mi studia sa come e dove agisco. Io non costruisco case. Ma offro tutto il materiale, TUTTO ciò che serve per costruirle solide. Io non odio l'uomo. Nonostante continui a non rispettarmi, io continuo a cercare di aiutarlo. Ma non potevo evitare la tragedia. Ma la tragedia poteva essere evitata."
March 30 Guerriero moderno"Da quei primi passi ad oggi, solo l'età è cambiata in te. Il mondo non ti ha trasformato. Certo, sei cresciuto, maturato. Sei diventato adulto. Eppure in te vedo ancora le convinzioni che ti portavano a discutere con i tuoi piccoli amici. La stessa voglia di portarle avanti. Nei tuoi occhi vedo la solitudine che accompagnava la tua sconfitta, seduto su quel muro, nascondendoti per il tuo doloroso orgoglio. La voglia di lottare non ti ha mai abbandonato, lo so; ma forse oggi sembri pù stanco, forse anche un po' rassegnato, perchè?"
"La battaglia che mi attende ora è giusta, ne sono convinto, eppure già so che mi porterà alla disfatta. Anche se vincerò, comunque avrò fallito, e perderò il combattente a me più caro."
"Ma allora perchè non rinunci? Non è sempre necessario far valere a tutti i costi le proprie idee, non trovi?"
"Se rinuncio avrò fallito doppiamente, e per sempre sarei costretto a vivere nell'ombra e nella menzogna, mentre il tesoro per il quale combatto è troppo prezioso per essere celato al mondo."
"Ma perderai comunque, e forse perderai anche il tesoro."
"E' vero, ma avrò vinto su me stesso e sulla menzogna."
March 18 Amare è immorale?"Ora che siamo qui, cosi vicini, vorrei poterti stringere a me, farti sentire il mio cuore che scalpita. Vorrei prendere la tua mano nella mia e baciare e tue labbra cosi luminose. Ma non posso. Il dittatore è stato chiaro e lapidario: ' OGNI GESTO CONSIDERATO IMMORALE O CHE VADA CONTRO LA PUBBLICA MORALITA' SARA' PUNITO CON LA FRUSTA O LA MORTE'. E così mi trattengo e ti guardo. La gente intorno osserva, e ho paura anche solo di sfiorarti. Ma sei bella, e mentre continuo a guardarti ti sogno in un luogo lontano da qui, dove finalmente saremo liberi di amarci, dove nessun dittatore sarà padrone dei nostri cuori, e dove l'amore è vissuto per quello che è, e non per un'immoralità da punire. E' forse immorale amare? Ti difenderò"
February 06 Libertà (?) di sceltaIeri mentre studiavo (o facevo finta), mi è giunto un pensiero alla mente. Io mi chiedo "come fa un padre a volere la morte della propria figlia?". Poi mi sono posta la domanda con una formulazione diversa: "Quanto può soffrire un padre per arrivare a desiderare che la propria unica figlia si addormenti per sempre?" Faccio fatica ad immaginarlo, ma poi parlando con mio padre abbiamo un pensiero in comune: Sheila. Lei era un cane, imparagonabile ad una vita umana, ma se si può soffrire tanto per un cane, non oso nemmeno immaginare quanto possa soffrire un genitore per una figlia. La mia immaginazione è lontana da questo dolore, lo so. Ma per quanto lontana, mi sento di dire "lasciatela andare"...Eluana aveva chiaramente espresso al padre la volontà di non voler vivere nello stato in cui è ora invece costretta. Ora, quanto conta la sua volontà? E' più pericoloso e scandaloso un padre che, nel dolore, voglia rispettre le scelte della figlia, o un tizio che va in giro a negare la più grande tragedia della storia? E' da condannare quel padre che ama tanto la figlia da non volerla costringere in una vita che lei stessa non avrebbe voluto, o chi con col sorriso e la fiducia della gente cela dietro il colletto le violenze più abominevoli? Chi è da condannare? Chi da accogliere? Perchè tutti pensano di poter decidere della vita di una ragazza, tranne la persona che la ama di più? E' qui che vacillo..è qui che mi interrogo... e ancora non so trovare la sottile linea d'obra che sapera il mio credo dal potere pubblico e politico.
February 01 Non smettere di sognare[...] "Ti dico che è possibile", riprese guardandolo severamente negli occhi. Rimasero a fissare l uno gli occhi dell altra per qualche istante, poi lei riprese con fermezza "E' possibile vivere sentendosi costantemente come dentro un sogno, e tu devi credermi. Questo non vuol dire perdere il contatto con la relatà, o far finta che essa non esista. No. Anche nei sogni soffri, piangi, ti disperi; ci sono sogni che ti lasciano in bocca un gusto così amaro che l'unica consolazione è quella di essere svegli. Ma quando sogni, sei inconsciamente consapevole che tutto sia possibile. Ecco cosa intendo. So che ogni giorno potrei svegliarmi con quel senso di paura e angoscia che ti lasciano gli incubi. So che potrebbe accadere o accadermi qualcosa che mi impedisca di sognare rendendomi perennemente insonne. So tutto. Sono cosciente e consapevole di tutto questo. E ne ho paura. Ecco perchè non voglio smettere di sognare. Sembrerò infantile, lo so. Ma è forse l'ultima cosa che mi resta prima di dventare come te". Su quell'ultima frase Joy rimase esterrefatto. La guardò con un viso interrogativo, le mascelle duramente serrate in un impeto di nervosismo "Che vuoi dire?" chiese con tono serio. Lei non esitò "Joy, tu hai solo la realtà. Hai smesso di sognare quando ti impedirono di realizzare il tuo desiderio più grande". "Ecco -la interruppe con un gesto di rabbia- lo hai detto, a me lo hanno impedito". "No Joy, non è questo il punto. Sei sempre stato troppo legato al mondo reale, ieri come oggi. Ma ieri questa tua razionalità non ti ha permesso di batterti. Hai preferito ascoltare chi aveva smesso di sognare ancora prima di te. E oggi anche tu, come loro, hai smesso di sognare. Ti sei voluto svegliare. Ecco perchè non voglio essere come te. Non voglio smettere di sognare".
La guardò per un istante, poi abbassò rapidamente lo sguardo. Rachel gli prese il viso tra le mani, e quando lo alzò verso il suoi occhi vide che delle lacrime correre lungo le sue guance. [...]
January 25 La vera PalestinaPausa studio. Cosa faccio? Accendo il pc e cerco qualcosa di divertente per passare il tempo. Apro il mio blog, e tra le news trovo che Kamel, il mio amico palestinese conosciuto su msn ha aggiornato il suo blog. Per me è un evento avere notizie da Kamel, perchè nella sua città la corrente elettrica manca spesso, e le difficoltà di comunicazione non sono poche. Ma anche solo sapere che ha potuto aggiornare il suo blog mi da la gioia di sapere che non gli sia successo nulla, sopratutto in questo terribile momento. E cosi ho aperto il suo blog per leggere il suo ultimo intervento. Non ho trovato che 2 righe di spiegazione per quello che sta avvenendo nella striscia di Gaza. Solo poche parole. Eppure il cuore m'è esploso alla vista delle foto che ha pubblicato nello stesso intervento. Ve le linko. Vi prego, abbiate il coraggio di vederle, di non chiudere gli occhi ed il cuore. So che i media ci bombardano di notizie a riguardo, ma forse non a sufficienza. Kamel è testimone diretto di quello che può accadere quando un popolo dimentica la sua storia. Il popolo ebraico è stato vittima di uno dei più grandi e assurdi genocidi della storia.. ha subìto offese e discriminazioni. Ma a volte, oggi, sembra essersene dimenticato. Ripropone con cinica somiglianza ciò che ha subìto, invertendo però questa volta il ruolo. E chissà che forse non sia vero che quando la vittima diventa carnefice sia ancora pù spietata di quello che fu il suo iniziale carnefice.. Apriamo gli occhi a queste immagini. Non lasciamo che tutto ci scorra addosso come se fossimo passivi testimoni di un film dell horror. Tutto ciò accade davvero. E Kamel, a 23 anni, vede queste scene tutti i giorni.
Le immagini sono dure..sappiatelo..ma parlano più di mille tg.
January 24 Accetta il consiglioGoditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare. Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite. Ma credimi tra vent' anni guarderai quelle tue vecchie foto. E in un modo che non puoi immaginare adesso. Quante possibilità avevi di fronte a te, e che aspetto magnifico avevi! Non eri per niente grasso come ti sembrava. Non preoccuparti del futuro. Oppure preoccupati , ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica. I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente. Di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio. Fa' una cosa, ogni giorno che sei spaventato. Canta. Non esser crudele col cuore degli altri. Non tollerare la gente che è crudele col tuo. Lavati i denti. Non perder tempo con l' invidia. A volte sei in testa. A volte resti indietro. La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso. Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti. Se ci riesci veramente dimmi come si fa. Conserva tutte le vecchie lettere d' amore, butta i vecchi estratti conto. Rilassati. Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita. Le persone più interessanti che conosco, a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita. I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno. Prendi molto calcio. Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno. Forse ti sposerai o forse no. Forse avrai figli o forse no. Forse divorzierai a quarant' anni. Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio. Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche. Le tue scelte sono scommesse. Come quelle di chiunque altro. Goditi il tuo corpo. Usalo in tutti i modi che puoi. Senza paura e senza temere quel che pensa la gente. E' il più grande strumento che potrai mai avere. Balla. Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno. Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai. Non leggere le riviste di bellezza. Ti faranno solo sentire orrendo. Cerca di conoscere i tuoi genitori. Non puoi sapere quando se ne andranno per sempre. Tratta bene i tuoi fratelli. Sono il migliore legame con il passato e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro. Renditi conto che gli amici vanno e vengono. Ma alcuni, i più preziosi, rimarranno. Datti da fare per colmare le distanze geografiche e di stili di vita, perchè più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane. Vivi a New York per un po', ma lasciala prima che ti indurisca. Vivi anche in California per un po', ma lasciala prima che ti rammollisca. Non fare pasticci coi capelli, se no quando avrai quarant' anni sembreranno di un ottantacinquenne. Sii cauto nell' accettare consigli, mal sii paziente con chi li dispensa. I consigli sono una forma di nostalgia. Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga. Ma accetta il consiglio... per questa volta. (dal film The big Kahuna)
...[...] la guardò teneramente; ormai conosceva di lei ogni singola variazione del suo volto, e le chiese 'Cos hai?' 'Niente', rispose prontamente lei, sfoderando uno dei suoi sorrisi più rassicuranti. Egli la guardò con rimprovero. Non disse nulla, la guardò solamente. Sherley sapeva che non le aveva creduto. Poteva fingere con chiunque, persino con se stessa, ma non poteva fingere con Harry. 'Ho paura', gli disse rapidamente, 'con il mio lavoro incontro sempre tante persone, tanto che la mia vita potrebbe definirsi come un "meeting continuo"'. Harry non la interruppe, nemmeno quando lei fece una lunga pausa per riprendere fiato e continuare il discorso con la stessa rapidità con la quale aveva iniziato; un discorso che le stava palesemente a cuore, e ciò poteva vedere Harry attraverso gli occhi di lei. 'Ecco, tra le persone che incontro, so che molte sono false. Ti riempiono di complimenti solo perchè gli servi. Ma in alcune io leggo sincerità nei loro sguardi'. 'Si, e allora? Nel mondo ci sono persone false ed ipocrite ed altre sincere, mi sembra un discorso elementare e semplicistico, non capisco dove vuoi arrivare, di cosa hai paura?' 'Delle persone sincere', rispose a bruciapelo Sherley. 'Quando ti guardano, e ti ringraziano, e magari ti fanno un complimento, io mi sento un'inetta. Ho paura di deluderle tutte. Capisci?? Anche quelle che con me non sono legate da nessun vincolo'.
Continuò con questo discorso aprendosi totalmente al suo fedele amico, che ascoltava paziente in silenzio, con un'aria severa e tenera allo stesso tempo. Non disse nulla, fino a quando non fu Sherley ad interrogarlo. 'Non posso darti che un consiglio, cara: devi credere in te stessa e in ciò che sei. Non avere paura dell'onestà, perchè sarà questa a invogliarti a far meglio quando ti accorgerai di sbagliare. Non temere le persone sincere, perchè esse sono gli occhi che ti giudicano dall'esterno con l imparzalità che tu non puoi avere. Non aver paura di aver paura. La tua coscienza non smette mai di essere attenta, e le tue parole nascondono un profondo rispetto per l'altro. Non temere, Sherley, di essere quello che sei'.
[...]
Tutte le parole rimasero nei loro cuori. E per un istante, tutte le paure svanirono in quell'abbraccio.
VB..non vi chiedo di capire...Probabilmente non mi capirete mai. E non vi chiedo di farlo. In fondo non è facile comprendere ciò che a voce non può essere spiegato. Da fuori tutto sembra facile, tutto sembra solo quello che in realtà non è: un gioco.
Eh si, sprecherete come sempre le vostre frasi ormai già pronte all'uso: 'Esageri'. 'Non esagerare', 'Ormai non ti si vede più', 'Ma tanto devi sempre giocare'. Le conosco a memoria. Potrei dirvi chi le pronuncia, quando e con quale tono. Lo so. E per questo non vi chiedo di capire. Non mi interessa che pensiate che sia un'automa che ormai ha un pallone (misura 4) al posto del cervello. Pensatelo pure se vi fa comodo. Pensatelo se credete vi sia utile. Non vi chiedo di capire. Una passione non si può spiegare. E' come se vi chiedessi perchè passate del tempo con la vostra famiglia. Perchè una squadra è questo. E' una famiglia. Dove spesso le parole non servono. Dove uno sguardo contiene mille intese. Dove per crescere bisogna dare. A volte molto. Ma dove non si finisce mai di ricevere. Le parole diventano emozioni, e le presenze rassicurazioni. E' qui, in famiglia, che impari le regole, il rispetto, il senso del sacrificio e l'altruismo. Dove impari a gestire le forze, il fisico, la salute.
Si, lo so. Sembra assurdo. Ma io non vi chiedo di capire. Anche perchè per chi è fuori da quel rettangolo verde è davvero impossibile capire. I genitori a volte titubanti, temono che stia solo perdendo tempo. Gli amici che non solo non ti comprendono, ma che spesso nemmeno ti appoggiano, e passano il tempo a criticarti.
Non si può comprendere ciò che non si può spiegare. Non si può spiegare l'emozione di indossare una maglia che sai essere tua, perchè l hai guadagnata. Non si può spiegare una passione. Si può solo viverla. E quando la vivi, ti porta una gioia e una adrenalina che puoi chiamare senza dubbio felicità. Una felicità che ha il volto delle tue compagne, del tuo mister, della tua preparatrice e del tuo dg, e di tutte le persone che ogni volta ti seguono, con qualunque clima.
E qui impari che 'Ognuna è importante, ma tutte sono fondamentali'.
VB col cuore bianco blu January 08 Sono palestinese..sono pronto..Il mio primo figlio è morto dopo esser partito un giorno di casa con l'idea di cambiare la situazione nel nostro paese. Il nostro figlio più piccolo è morto mentre giocava nel cortile di casa. Un missile ha dilaniato il suo piccolo corpicino, lasciando a me e a mia moglie giusto il viso dove poter piangere e gridare il nostro dolore. Mia moglie è cambiata. Ogni giorno non faceva che piangere, e quando mi avvicinavo a lei per consolarla, mi respingeva dandomi la colpa per non aver difeso i nostri figli, per non essere stato in grado di difendere la mia famiglia. Ha smesso di parlare. Ha smesso di mangiare, con un orgoglio e un dolore che in breve tempo l'hanno dilaniata. Si è ammalata e ora riposa nelle dimore di Allah.
Non ho più nulla. Mi rimane il mio nome. Il mio orgoglio. Il ricordo struggente della mia famiglia e la vergogna mista al senso di colpa per non averli saputi proteggere. Non abbiamo colpe, se non quella di essere nati in Palestina. Forse la colpa di essere musulmani. Forse la colpa di aver lavorato tanti anni e con tanta fatica su una terra che ci è stata strappata. Forse abbiamo avuto la colpa di essercela fatta strappare. Ma è duro combattere con le pietre mentre dall'altra parte hanno i carri armati.
Non so bene quale sia la mia colpa, o quella del mio popolo. So che a me non è rimasto più nulla che mi trattenga qui. Ho solo un nome. Ecco, il mio nome domani verrà urlato nella piazza da gente esultante. E in un'altra piazza invece si ripeterà il dramma che ho sopportato io. Non ho più compassione. Non ho più pietà. Non ho più nemmeno un'anima. So che questo dramma andrà avanti per troppo tempo ancora. E ogni giorno una piazza piangerà e griderà dal dolore, mentre un'altra esulterà. In troppe case si ripeterà il dramma che ha sconvolto me e la mia famiglia. Lo so. So tutto. Ma per me il dolore si rinnova ogni giorno. Ogni istante la mia famiglia mi torna in mente con occhi di rimprovero. Mi odieranno. Farò tutto senza alcuna giustificazione, anche se vogliono convincermi che è pr Allah, per la Palestina. So che non è così. Lo so. Ma non ho più nulla qui. Solo odio. Solo violenza. Solo un nome. Il nome che urleranno domani in piazza. Sono pronto.
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di tutto e di più...!
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